Vista aerea dell’Asilo Ferrario ad inizio secolo.
Si può notare il paesaggio tipico del nostro territorio con i campi “punteggiati” di Gelsi (attiva ancora l’economia della coltivazione dei bachi da seta).
Dietro l’Asilo si nota un casinot con il tetto di paglia ed un “Coeuva” (Covone) per la conservazione del fieno.
Dalle memorie del Sac. Rocco Picozzi:
“Questo grandioso edificio, riuscito un vero modello del genere, sorse, come ne attesta la lapide, per opera della famiglia del defunto e compianto Parroco Don Paolo Ferrario.
Ideato e disegnato dall’illustrissimo architetto Padre Carmelo Ing. Angiolini, Carmelitano Scalzo, fu incominciato, sotto la direzione tecnica dell’esperto capomastro Caversazio di Vimercate nel febbraio del 1913.
Il 24 novembre dello stesso anno, in occasione della Messa d’oro del Parroco, si compiva la posa della prima pietra e lii benedizione dell’edificio stesso, alla presenza di numerose e distinte personalità religiose, civili e politiche, fra le quali specialmente fu notato il Conte Febo Borromeo, deputato allora del nostro Mandamento.
I lavori proseguirono alacremente e ben presto poterono funzionare sotto la provvidenziale direzione delle suore del Cottolengo l’asilo, le scuole e l’oratorio femminile.”