Villa Brasca

Periodo Storico XVI sec.

PERCORSO GUIDATO

La villa Brasca di Mezzago è una delle ville patrizie minori nel ricco patrimonio di residenze signorili che caratterizzano il territorio della Brianza.

Il nucleo originario del complesso pare risalga alla seconda metà del XVI sec. come residenza nobiliare dei Figini, un’illustre famiglia milanese.
Verso la metà del Seicento la villa e i beni fondiari ad essa annessi furono acquistati dalla famiglia milanese dei Riva.
Dopo altri diversi passaggi di proprietà, nel 1870 la villa pervenne in eredità a Ernesto Brasca tramite la moglie Luigia Luraschi.

La villa è un interessante edificio tipicamente sei-settecentesco. Disposta su due piani, si presenta con un portico a cinque fornici sorretto da pilastri ottagonali. Questo è preceduto da un giardinetto d’ingresso, mentre verso nord si trova la parte rustica.
All’interno vi sono spaziosi saloni funzionali e una altrettanto grande cucina dotata di un enorme camino settecentesco.

In un’ala si trova inoltre un ampio locale coperto contenente un pozzo, citato già nell’atto di vendita del 1772. Profondo circa 26 metri, era denominato “Rudón”, per la grande ruota a cui era appeso il secchio con una fune. Nella seconda guerra mondiale il locale del pozzo funse da nascondiglio per i ricercati e gli antifascisti durante le frequenti perquisizioni.

Nel 2005 la famiglia Brasca venne a conoscenza del progetto avviato nella Vecchia Canonica per la costituzione di una comunità di famiglie e propose di cedere la villa in comodato per realizzarvi un nucleo di vicinato solidale. Attualmente il nucleo comprende due appartamenti per le famiglie che vivono l’esperienza di comunità, mentre al pianterreno è stata ricavata una foresteria destinata ad accogliere temporaneamente chi si trova in una situazione di fragilità e che può così beneficiare della vicinanza delle famiglie, degli spazi comuni e di un grande giardino aperto a tutti.

Nel 2018, la famiglia Brasca ha reso possibile la realizzazione del Giardino Brasca (di fronte alla villa), uno spazio di relax per i cittadini con alberi piantumati dai ragazzi delle scuole elementari.

Villa Brasca agli inizi del '900

La villa, inoltre, si qualifica come luogo ideale per mostre e manifestazioni culturali, come è sempre stato nella tradizione della famiglia Brasca, che ha dato alla società importanti e illustri personaggi.
Tra questi si ricordano:

Luigi Brasca (1882-1929), alpinista, geografo e matematico;

Leonardo Brasca (1888-1952), ingegnere e dirigente industriale di rare capacità, più volte podestà di Mezzago;

Giancarlo Brasca (1920-1979), direttore della Biblioteca dell’Università Cattolica e presidente diocesano dell’Azione Cattolica, l’amico italiano di Papa Wojtyla;

Giuseppina Brasca (1925-2002), tra l’altro insignita dell’Ambrogino d’Oro nel 2001 per il suo impegno sociale ed educativo.

LEGENDA DELLE EDICOLE

LEGENDA DELLE CORTI

CHIUDI

ARCHIVIO

STORIA

EDIFICI

CORTI

EDICOLE

CATASTO

CONTATTI

PRIVACY

PROLOCO

ARCHIVIO

STORIA

EDIFICI

LE CORTI

EDICOLE

CATASTO

CONTATTI

PRIVACY

PROLOCO