NAVIGA NEL SITO:
NAVIGA NEGLI EDIFICI:
Chiesa S. Maria Assunta
Periodo Storico XI sec.
PERCORSO GUIDATO
- Chiesa S. Maria Assunta
- Villa Brasca
- Chiesa S. Gerolamo
- Palazzo Archinti
La chiesa dedicata alla Beata Vergine dell’Assunta compare la prima volta in un documento redatto da Goffredo da Bussero nel 1283, nel quale si attesta che la località allora denominata Amezagum avesse due chiese sul suo territorio, San Vittore e Santa Maria, la prima completamente demolita verso il 1850.
Il nucleo architettonico, con navata singola e due altari laterali, viene restaurato in occasione della visita di San Carlo l’8 novembre del 1566, quando viene dichiarata chiesa parrocchiale del paese.
Nel corso dei secoli successivi sono state apportate diverse modifiche architettoniche: l’ultima, risalente agli anni ’80 dell’Ottocento, ha coinvolto l’architetto costruttore Emilio Traversi di Milano, a cui risale l’ipotesi di realizzare un nartece (spazio posto fra le navate e la facciata principale della chiesa che ha la funzione di un corto atrio) per ovviare a un squilibrio di proporzioni originario.
Il progetto non fu mai realizzato, pare a causa dell’opposizione dei mezzaghesi che, in barba alle ragioni dell’architetto riguardanti gli spazi e la visuale dell’altare, vollero la suddivisione in tre navate.
La centrale attenzione alla popolazione nelle vicende di questa chiesa risalgono però a ben prima del XIX secolo.
Nel suo testamento del 1481, Simone Biffi, fu Guglielmo, abitante di Mezzago, lascia alla chiesa di Santa Maria Assunta un pezzo di terra coltivato a vigna, i redditi derivanti dal quale devono servire per la celebrazione dell’anniversario per la morte e per l’acquisto di sale da distribuire ai poveri di Mezzago.
Simili lasciti si susseguono negli anni, correlati di indicazioni quali la distribuzione di pane e vino ai poveri in occasione delle festività, o di annuali donazioni di frumento e pane di melgone, fino a quando il governo italiano decide che tutte le opere pie vengano gestite da una Congregazione di Carità comunale.
L’attività delle confraternite e delle associazioni di carità è ben documentata, portando Don Picozzi a concludere le sue memorie proprio con un elogio alle attività caritatevoli delle Associazioni di Mezzago.
Dalle memorie di Don Picozzi:
“Come dal fiore abbiamo il frutto, così dalla pratica sincera della religione abbiamo la santità.
Per vero la nostra parrocchia ci si presenta quale fiorito e profumato giardino, in cui, il fiore della pietà e la fragranza del buon costume brillano precisamente per l’esercizio delle molte e pie associazioni.”